Pier Luigi Colli: l’eleganza Italiana tra artigianato e design.
Pier Luigi Colli (1895-1968). Azienda fondata a Torino nella prima metà dell’Ottocento e in attività fino agli anni ottanta del Novecento.(Wikipedia)
Mentre la città di Milano correva verso l’industrializzazione del design, Torino rispondeva con una voce diversa: quella di Pier Luigi Colli. Capofila della celebre manifattura di famiglia, Colli non è stato solo un designer, ma un vero “sarto” dell’arredo, capace di trasformare materiali nobili in pezzi d’arte funzionale.
Fondata nel 1850, la Colli Casa divenne sotto la guida di Pier Luigi un punto di riferimento per l’alta borghesia e per i grandi architetti dell’epoca (collaborò persino con Gio Ponti). Il suo stile era era un mix sofisticato di neoclassicismo, Art Déco e quel modernismo che stava iniziando a sedurre l’Europa. A differenza dei razionalisti puri, che cercavano la funzione nuda e cruda, Colli non rinunciò mai alla decorazione.

Questi sgabelli non erano semplici sedute, ma “gioielli” d’arredo pensati per completare una camera da letto o un angolo vanity. Rappresentano perfettamente la filosofia del designer: l’oggetto deve servire, ma deve soprattutto elevare lo spirito di chi abita lo spazio.
Perché riscoprirlo oggi?
In un mondo di mobili prodotti in serie, il lavoro di Pier Luigi Colli brilla per la sua unicità. Ogni pezzo porta con sé il sapore di un’epoca in cui il design era una questione di mani esperte e visioni colte. Collezionare Colli oggi significa portare in casa un frammento di quella Torino colta e discreta che ha fatto la storia del gusto italiano. Clicca qui per andare al post di Instagram .

L’influenza francese e lo stile Art Nouveau giocano un ruolo chiave nelle sue linee di arredo: gambe a sciabola, linee slanciate e strutture che sembrano sempre “in punta di piedi, Colli aveva una capacità quasi calligrafica di lavorare i metalli. Non usava il metallo solo come supporto, ma come una linea d’inchiostro nello spazio. Uso magistrale del legno di ciliegio, noce e delle fusioni in ottone, una cura maniacale per i tessuti e le imbottiture, spesso realizzate con velluti di seta o sete operate. Negli anni ’50 Colli perfezionò la silhouette dei suoi mobili rendendoli estremamente dinamici.


Le sedie in ciliegio, le gambe posteriori: spesso partono dritte per poi curvarsi leggermente verso l’esterno, un richiamo allo stile Direttorio ma svuotato da ogni pesantezza.
L’opera iconica sono certamente le sue sedie con schienale a “scudo” o a “ventaglio”, dove il legno viene lavorato con spessori minimi, quasi sfidando la resistenza del materiale.
I grandi mobili contenitori, credenze in pergamena e ottone: Colli fu uno dei maestri nell’uso della pergamena (pelle di capra trattata) per rivestire le ante dei mobili, creando una texture luminosa e calda, poi incorniciata da profili in ottone lucido, amava accostare legni scuri (come il palissandro) a inserti in ceramica o vetri retro-dipinti, spesso con disegni geometrici astratti.

Un’opera da menzionare: La Console con Specchiera.
Un altro esempio magistrale è la console da ingresso. Colli amava integrare lo specchio nella struttura stessa del mobile, usando cornici in ottone che sembrano nastri metallici pronti a sorreggere il piano in marmo o cristallo.

Sapevi che molti dei suoi pezzi non erano prodotti in serie, ma realizzati su commissione per gli appartamenti della “Torino bene”? Questo rende ogni ritrovamento sul mercato del modernariato una piccola caccia al tesoro, poiché esistono infinite varianti dei suoi modelli base.
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E’ bello riscoprire la vita e la filosofia di chi ha fatto la storia del design italiano, il nostro paese ne è ricco, se ti è piaciuto l’articolo condivilo e lasciami un like! Seguimi per altri approfondimenti.
Federica Scaletta
